• Dott. Stefano Andreoli

Funzione analitica ed esistenziale della crisi

Aggiornato il: 27 ott 2019


“Non troverai mai la verità, se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspettavi di trovare.” Eraclito

Non mi stancherò mai di ripetere che il sintomo, il dolore, il disagio psichico sono come la febbre: hanno una ragion d'essere, una causa e un significato specifico. Tentare di ignorarli, fugarli o alleviarli al primo segnale, non servirà che procrastinare inutilmente la comprensione del loro prezioso messaggio e la possibilità di ritornare in forze meglio di prima.

Paradossalmente, quel sintomo tanto condannato, etichettato come "patologico", é in realtà la parte più sana di noi stesi (come un allarme salvavita), che ci ammonisce sulle necessità di considerazione, di presa di coscienza, di cambiamento. E proprio quella sofferenza tanto ostracizzata dalle nostre vite, spesso rappresenta in verità l'unica parte ancora viva di un essere quasi totalmente morto. L'inconscio, come il sintomo, sono tutt'altro che manifestazioni casuali: essi, come precise lancette di un orologio, ci avvertono quando é giunta l'ora di cambiare corazza, guscio, pelle.

E in questo la psicoanalisi "ha offerto un contributo fondamentale, svestire l'uomo dalla sicurezza di bastare a se stesso in termini di conoscenza", e azzarderei a dire che la psicoanalisi é in grado di svestire l'uomo anche dalle sue maschere, dai suoi autoinganni, dalle menzogne che ne inibiscono sviluppo e che a lungo andare possono produrre quello che si definisce il sintomo. Perché é questo il sintomo: un segnale, una manifestazione concreta di "qualcos'altro", del non noto, e mai un fenomeno a sé stante dotato di una propria esistenza indipendente.

Ed é in questa faticosa "ricerca della verità" (o di esplorazione dell'inconscio), in cui si incontrano spesso zone oscure difficili da accettare - e quindi da portare in superficie con le sole proprie forze -, che la relazione terapeutica permette alla persona di scoprirsi, avvicinarsi sempre di più alla propria autenticità, viverla appieno e conservarla anche fuori dallo studio, nella reale vita quotidiana.

Chiaro, i sentieri verso le cime non sono mai facili... Ma sono quelle che alla fine offrono i panorami migliori." (dott. Perrotta)

"Non esiste un uomo più disgraziato di colui che non ha mai sofferto." J.M. De Maistre

"La crisi può essere una vera benedizione per ogni persona e per ogni nazione, perché è proprio la crisi a portare progresso. La creatività nasce dall’angoscia, come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che nasce l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie." A. Einstein

“Ogni gesto che dalla gente comune e sobria viene considerato pazzo coinvolge il mistero di una inaudita sofferenza che non è stata colta dagli uomini.” A. Merini

"I momenti di crisi raddoppiano la vitalità negli uomini. O forse, più in soldoni: gli uomini cominciano a vivere appieno solo quando si trovano con le spalle al muro." P. Auster

"Le anime più forti sono quelle temprate dalla sofferenza. I caratteri più solidi sono cosparsi di cicatrici." K. Gibran

"La sofferenza è una specie di bisogno dell'organismo di prendere coscienza di uno stato nuovo."

Marcel Proust

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