• Dott. Stefano Andreoli

Società, esistenzialismo e funzione artistica

Aggiornato il: 27 ott 2019


"Presupponendo che l'uomo abbia da mangiare e da bere a sufficienza, dorma quanto basta e si senta al sicuro (e abbia un normale soddisfacimento sessuale, direbbe Freud), che non subisca privazioni e la sua vita non presenti particolari problemi, é proprio allora, secondo me, che comincia il vero problema per l'uomo." E.Fromm - I cosiddetti sani


Si sa, l'aver smarrito per strada fedi e religioni, ci ha fatto pagare lo scotto di essere rimasti completamente soli dinanzi ad un enorme Vuoto, quello che esige costantemente e avidamente un senso alla propria esistenza e che impone lo sforzo quotidiano di attribuire un significato alle cose che facciamo, alle relazioni che viviamo, alla vita che giorno per giorno a stento tentiamo di costruire.


"Il segreto dell'esistenza umana non sta solo nel vivere, ma in ciò per cui si vive. Senza sapere con certezza per che cosa vive, l'uomo non accetterà di vivere e si sopprimerà pur di non restare sulla Terra, anche se intorno a lui non vi fossero che pani." F.Dostoevskij - I fratelli Karamazov


E nulla ricorda questa fatica di più della Noia, quella noia che cerchiamo di fugare con tutte le nostre energie tenendoci sempre impegnati e riempendoci la quotidianità a dismisura per non doverci fare i conti. È come se ci fossimo disabituati ad impiegare in maniera sensata il tempo e la libertà tanto agognati, che poi spendiamo malamente con distrazioni effimere, o attraverso la forma dell'assoluta assenza di attività, che altro non é che la risposta reattiva ad un lavoro alienante e spersonalizzato.


"La vita, in fondo, era proprio questo cambiar di posizione, come in un letto scomodo nel quale è impossibile dormire a lungo sullo stesso fianco... ma si poteva vivere nella noia, ossia vivere senza alcun rapporto con niente di reale, e non soffrirne?" A.Moravia - La noia


E nulla é in grado di dissacrare tutta la bellezza faticosamente trovata, quanto la routine. Per carità, essa permette alla società di funzionare, e affonda le radici sulla necessità di soddisfare i bisogni primari fornendo un certo grado di sicurezza, e quindi necessariamente accompagnata da un certo grado di conformismo. Tuttavia la routine, con la sua natura necessaria pragmatica, allontana dalle esperienze piu profonde dell'uomo e quasi sempre si erge come difesa contro quel momento in cui potremmo improvvisamente accorgerci di non sentire più nulla, di andare avanti per inerzia, di vivere una strana apatia. Ossia, di essere già morti in un corpo vivo.


"Quando si vive non accade nulla. Le scene cambiano, le persone entrano ed escono, ecco tutto. Non vi è mai un inizio. I giorni si aggiungono ai giorni, senza capo nè coda, è un'addizione interminabile e monotona. (...) una volta ogni tanto - raramente - si fa il punto, ci si accorge che ci si è appiccicati ad una donna, impelagati in un sporca faccenda. La durata d'un lampo. Poi la sfilata ricomincia, ci si rimette a fare l'addizione delle ore e dei giorni." J.P.Sartre - La nausea


E cerchiamo di colmare quel vuoto in modo consumistico: che siano oggetti, relazioni o cultura, tutto viene soppiantato come qualcosa di intercambiabile, una volta che diventa vecchio, noioso, svuotato. Se però rimane ancora così forte l'esigenza di ricercare qualcosa di autentico che possa far avvicinare l'uomo ai suoi vissuti più profondi, é perché la realtà é quasi completamente fatta di prodotti artificiali, e l'illusione di una via salvifica attraverso il conformismo ai valori dettati della società tiene lontano uomo dal suo pensiero, dalla sua intimità, dalla sua soggettività, dalla sua umanità.


"Il guaio è, secondo me, che tutto il sistema è fatto in modo che l'uomo, senza neppure accorgersene, comincia sin da bambino a entrare in una mentalità che gli impedisce di pensare qualsiasi altra cosa. Finisce che non c'è più bisogno della dittatura ormai, perchè la dittatura è quella della scuola, della televisione, di quello che ti insegnano. Spegni la televisione e guadagni la libertà. Libertà. Non c'e n'è più. Io lo continuo a ripetere: non siamo mai stati così poco liberi, pur nella apparente enorme libertà di comprare, di scopare, di scegliere fra i vari dentifrici, fra le quarantamila automobili, fra i telefonini che fanno anche la fotografia. Non c'è più la libertà di essere chi sei. Perchè tutto è già previsto, tutto è già incanalato e uscirne non è facile, crea conflitti. Quanta gente viene rigettata dal sistema, viene emarginata perchè non rientra nel modello? Facesse invece delle altre cose! Ma non c'è altro, c'è solo una spinta verso il mercato. (...) E quando ne esci sei condizionato. Ripeti dei modelli prestabiliti. Non è che molto facilmente ti inventi qualcosa.L'uomo ormai è succube dell'economia. Tutta la sua vita è determinata dall'economia. Questa, secondo me, sarà la grande battaglia del futuro: la battaglia contro l'economia che domina le nostra vite, la battaglia per il ritorno a una forma di spiritualità – che puoi chiamare anche religiosità – a cui la gente possa ricorrere. Perchè è una costante della storia umana, questo voler sapere cosa ci sei a fare al mondo." T.Terzani - La fine é il mio inizio


Ecco perché l'Artista va sempre santificato, perché attraverso la propria stessa esistenza (che cede con coraggio un po' sicurezza per perseguire la propria sete di avventura e vitalità), ha innalzato l'attività poietica in sé come necessità e soluzione al problema dell'esistenza.

L'Artista non é solo chi vive nel mondo dell'arte, ma colui che sa originare il nuovo, che é capace di generare energia e vita attraverso la propria creatività, laddove si presenta qualcosa di morto, spento, alienato. Noi, quanto potenziali artisti, siamo i soli e gli unici ad avere tutti i colori a disposizione sulla tavolozza per dar vita, come dei, a quella tela vuota, spoglia, inutile che é l'esistenza. Il segreto é tutto qua.

Peccato sia tanto complicato imparare a dipingere.


"Parlare di queste cose, cercare di comprenderne la natura e, avendola compresa, cercare lentamente, con umiltà e costanza, di esprimere, di tornare a spremere dalla terra bruta o da ciò che essa genera, dal suono, dalla forma e dal colore, che sono le porte della prigione della nostra anima, una immagine di quella bellezza che siamo giunti a comprendere... questo è l'arte." J.Joyce - Ritratto dell'artista da giovane


"Ciò che l’arte tenta di distruggere è la monotonia del tipo, la schiavitù della moda, la tirannia delle abitudini, e l’abbassamento dell’uomo al livello della macchina." O.Wilde - Il ritratto di D.Gray


"Ci sono pittori che dipingono il sole come una macchia gialla, ma ce ne sono altri che, grazie alla loro arte e intelligenza, trasformano una macchia gialla nel sole." P.Picasso


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