Blog E ARTICOLI: POST

  • Dott. Stefano Andreoli

Glenn Gould, genialità e Asperger

"Nell'aria c'è grande tensione, il Maestro possiede molto carisma, tra lui e il pubblico si stabilisce il feeling, inizia la performance. Sentimento di attesa per le prestazioni virtuose, sentimento di meraviglia: in fondo lui sfida l'impossibile, rischia continuamente l'errore, in quell'atmosfera circense fa la figura di un clown divino." E. Restagno


La carriera pubblica di Glenn Gould (1932 - 1982) inizia nel 1947 a soli 15 anni con un concerto tenuto a Toronto e termina nel 1964 a Chicago, quando il pianista, oramai celebre, tiene la sua ultima esibizione per dedicarsi esclusivamente alle incisioni in studio: Gould infatti non aveva mai nascosto un profondo sdegno per l'esibizione concertistica, vedendo in essa uno spettacolo da circo in cui l'acrobata ottiene il plauso del pubblico solo se esegue correttamente la sua performance. D'ora in poi Gould infatti vivrà quasi da segregato in casa scambiando continuamente la notte per il giorno: i pochi contatti col mondo esterno avvengono di notte, per lo più attraverso lunghe conversazioni telefoniche con vecchi amici lontani con cui condivide la vita solitaria e appartata.


Ciò che faceva Gould del suo ritiro era un'incubatrice per le proprie opere ed esecuzioni, che portava poi alla luce, quasi come fossero doni per l'umanità, attraverso le sacre incisioni negli studi di registrazioni dove viveva - come lui stesso le definiva - il proprio "romanzo d'amore con il microfono". E infatti il 1955 è l'anno in cui avviene l'evento storico in un vecchio studio CBS di New York dove Gould registra le "Variazioni Goldberg" (che ai tempi erano praticamente quasi sconosciute), e che lo consacreranno alla fama mondiale innalzandolo a leggenda vivente.

Gould possedeva una tecnica formidabile (al di là del mero talento virtuosistico) riuscendo in tempi velocissimi pur conservando una pulizia sonora eccezionale. Prima di ogni esecuzione faceva personalizzare insistentemente dai suoi tecnici la meccanica dello strumento: ad esempio era solito fare avvicinare i martelli alle corde (un espediente che fa perdere allo strumento potenza ma gli fa acquistare maggior velocità, leggerezza e precisione) al fine di raggiungere il massimo grado di trasparenza, purezza e articolazione timbrica ai suoi adorati contrappunti.


Si sa anche orami che Gould fosse un tipo eccentrico, bizzarro, fortemente superstizioso, che non scendeva mai a compromessi, manifestando sempre un ostinato anticonformismo: canticchiava e muoveva singolarmente il corpo in modo involontario durante le incisioni mettendo in grosse difficoltà i tecnici del suono (che molto spesso non riuscivano ad isolare la voce dalla musica); inoltre al posto del classico sgabello da piano usava sempre rigorosamente una vecchia sedia pieghevole che suo padre gli aveva fatto costruire (costringendolo in una posizione molto più bassa rispetto alla tastiera). Più tardi alcuni musicologi suggeriranno che molto probabilmente Glenn era affetto dalla sindrome di Asperger (ancora non presente ai suoi tempi nel DSM - il principale manuale diagnostico dei disturbi mentali).


Eppure tutte le sue interpretazioni possiedono un'originalità e una profondità tali che nonostante alcuni possano disapprovare (basti pensare alla visione più romantica di altri grandi interpreti del pianoforte come Rubinstein che puntavano sempre alla massima spontaneità e sentimento nell'esecuzione), costringono anche l'ascoltatore più riluttante a inchinarsi dinanzi a tanto genio. Dietro ad esse infatti c'è una fine progettualità sonora e stilistica che si nutre di intuizioni, maniacale ricerca della perfezione e tecnologia (le esecuzioni derivano spesso da un minuzioso lavoro di tagli e ricuciture durante il montaggio ottenute da incisioni molteplici). Inevitabile quindi trovare nella musica di Bach (non nata per la sensualità del pianoforte, ma appunto per la secca, squillante, glaciale sonorità clavicembalistica) il terreno più fertile e la massima espressione per trascendere l'esperienza musicale quasi come con l'intenzione di volerla liberare dal peso opprimente della materia.

21 visualizzazioni

Psicologia, Psicoterapia e Psicoanalisi

Via Marconi, 16 - Bologna 

© 2015 Created by Dott. Stefano Andreoli - Psicologo Clinico    P.Iva: 03533310367