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l'Arte come forme di compensazione esistenziale

28 mar 2018
Tempo di lettura: 1 min

Aggiornamento: 1 ott


Non si riesce a vivere una Vita piena e ricca e riuscire anche a scriverci, suonarci o dipingerci sopra in un certo modo. L'Artista, per tautologia, dev'essere affamato, incapace o impossibilitato nel vivere la quotidianità, per potersi far carico del fardello di partorire il frutto che proviene sempre da un'eterna carenza, una nostalgica mancanza, una severa necessità più forte di ogni altro bisogno. La stella più brillante nasce sempre da uno stato di difetto, di malessere, di vuoto, di inquietudine. L'Arte inizia solo con l'Assenza.


"Un bravo artista è destinato ad essere infelice nella vita: ogni volta che ha fame e apre il suo sacco, vi trova dentro solo perle." Hermann Hesse


Francis Bacon nel suo studio 1977


"Nessuno ha mai scritto, dipinto, scolpito, modellato, costruito o inventato se non per uscire letteralmente dall’inferno." A. Artaud


"L’arte è in incidente dal quale non si esce mai illesi." L. Longanesi


"Le opere, come nei pozzi artesiani, salgono tanto più alte quanto più a fondo la sofferenza ha scavato il cuore." M. Proust











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